Rischio Microbiologico negli ambienti lavorativi: qualità dell’aria

I contaminanti aerodispersi presenti negli ambienti di lavoro chiusi sono da tempo associati sia all’insorgenza di sintomatologia acuta aspecifica nota con il termine di Sick Building Syndrome (caratterizzata da insorgenza di mal di testa e astenia, sintomi irritativi a carico delle vie respiratorie, degli occhi, della cute che si risolvono con l’allontanamento dal lavoro)sia a patologie note con il termine Building Related Illness correlate all’aver frequentato un determinato edificio, che non si risolvono con il semplice allontanamento dall’ambiente di lavoro, rappresentate ad esempio da legionellosi, aspergillosi, asma bronchiale e alveolite allergica.

Numerosi studi hanno evidenziato che la contaminazione microbiologica e chimica dell’aria negli ambienti chiusi è spesso imputabile a scarse condizioni igieniche, al sovraffollamento dei locali e a errori di progettazione e/o installazione degli impianti di trattamento dell’aria (impianti aeraulici), che non consentono una idonea pulizia e manutenzione degli stessi. In questi casi gli impianti possono causare la diffusione di numerosi inquinanti, provenienti dall’esterno o dall’interno, derivanti da residui di materiali da costruzione, da resti di origine vegetale e animale (piccioni, topi, insetti) o da muffe e batteri che possono contaminare l’acqua e le superfici all’interno degli impianti aeraulici.

Igiene degli impianti di trattamento aria

Garantire una buona qualità dell’aria negli ambienti di lavori chiusi è quindi una importante misura di tutela della salute dei lavoratori, richiamata anche nell’art. 64 del D.Lgs. 81/08 comma 1 lettera d):Il datore di lavoro provvede affinché i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate, e in altri punti dell’Allegato IV.

Linee Guida nazionali, Leggi regionali e norme tecniche che negli anni hanno affrontato nello specifico alcuni aspetti di questo tema.

Un’indicazione univoca e pratica è giunta poi il 7 febbraio 2013, giorno in cui è stata approvata dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano la “Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria”.

Come specificato, la procedura è riferita a tutti gli impianti di trattamento dell’aria, a servizio di ambienti di lavoro chiusi, destinati a garantire il benessere termo-igrometrico degli occupanti, la movimentazione e la qualità dell’aria. Gli impianti semplificati dal punto di vista strutturale e funzionale (ad esempio privi di umidificazione) sono interessati dalla procedura solo per le parti di pertinenza.

Sono esclusi gli impianti di regolazione della temperatura senza immissione forzata di aria esterna(ad esempio termoconvettori, condizionatori a parete, stufe) e gli impianti di processo per la realizzazione di particolari lavorazioni industriali.

La Marconcini S.r.l. è in grado di assistervi per tutti gli adempimenti necessari, per l’ispezione tecnica dell’impianto nonché l’effettuazione del monitoraggio microbiologico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *